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QUANTE PATATE SI COLTIVANO NEL MONDO?

2021-02-03 08:22

Sandro Fuoco

mercato,

QUANTE PATATE SI COLTIVANO NEL MONDO?

La patata oggi è messa a coltura in oltre centocinquanta Paesi nel mondo ripartiti su tutte le latitudini e altitudini, dal livello del mare fino ai 4000 m slm.

La patata oggi è messa a coltura in oltre centocinquanta Paesi nel mondo ripartiti su tutte le latitudini e altitudini, dal livello del mare fino ai 4000 m slm, e in  condizioni climatiche molto differenti; è una componente insostituibile della tradizione alimentare di parecchi Paesi ed è la specie vegetale più coltivata dopo i cereali (frumento, riso e mais), per questo motivo rientra nell'insieme di colture indicato a livello internazionale come “staple foods”, cibi di primaria necessità. Ignota alle popolazioni europee più antiche, per lungo tempo la sua piantagione fu praticata solo per fini botanici e ornamentali. Tuttavia il suo impiego per uso alimentare presso le civiltà andina aveva origini millenarie. Dall'elaborazione degli ultimi dati disponibili della FAO (Food and Agricultural Organisation) la coltivazione della patata nel mondo ha raggiunto una estensione che supera i 20.000.000 ettari, mentre la produzione totale ha superato i 400.000.000.000 di kg. 

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Asia ed Europa sono i maggiori produttori di patata nel mondo; La produzione più elevata per unità di superficie (ettaro – ha) si rileva in Oceania, in media 39 tonnellate per ettaro, seguito da America ed Europa, con 28 e 20 tonnellate per ettaro rispettivamente; il valore più basso appartiene all'Africa, con 13 tonnellate per ettaro; l’Asia, il continente che è stato interessato negli ultimi anni dal maggiore incremento di superfici e quantità prodotte ha una produttività per ettaro di 18 tonnellate.

 

I primi dieci Paesi raggiungono assieme il 63% della produzione mondiale. Il consumo di patata nel mondo è in aumento, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, a questo aumento si contrappone l’orientamento alla riduzione nei Paesi a economie avanzate. In Europa, per esempio, il consumo di patate si è ridotto, mentre nei Paesi in via di sviluppo è aumentato del doppio, passando dal valore di poco inferiore a 10 kg pro capite dei primi anni Sessanta del secolo scorso a quasi 22 kg del 2020. Per quanto riguarda i consumi, la produzione si divide in un 55% destinato al consumo umano (diretto o attraverso prodotti trasformati), in un 25% destinato all’alimentazione zootecnica, in un 10% destinato alla riproduzione (seme) ed infine in una quota residuale del 10% destinata a fini industriali o a sprechi. Le tendenze attuali vedono un aumento della percentuale di prodotti trasformati per l’alimentazione umana e una riduzione dell’uso zootecnico. 

 

Nell'Unione Europea (28 stati) la produzione totale secondo gli ultimi dati FAO disponibili si attesta a 60.000.000 milioni di tonnellate, le due nazioni leader, Germania e Francia, da sole producono altro 1/3 della produzione totale dell'Unione.

 

I dati più recenti che la FAO ha messo a disposizione dimostrano che il valore degli scambi internazionali  è di 3 miliardi di euro circa come media annuale, e un volume di prodotto scambiato che oscilla intorno ai 10 milioni di tonnellate. Belgio e Olanda insieme raccolgono il 27% dell’import mondiale, mentre dal lato delle esportazioni l’Olanda con Francia e Germania raggiungo insieme il 50% del’export mondiali di patate. L’Unione Europea è leader negli scambi internazionali di patate (5,5 milioni di tonnellate esportate e 5 milioni di tonnellate importate). Resta da aggiungere che il commercio internazionale mondiale delle patate non è molto intenso e riguarda meno di 10 milioni di tonnellate, che corrispondono a circa il 3% della produzione complessiva. Peraltro tre quarti degli scambi di patate avvengono all’interno dell’Unione Europea, anche se questa situazione si presenta in rapida evoluzione. L’Olanda è il paese con il maggior grado di innovazione competitiva. Il suo sforzo in termini di ricerca e sviluppo delle produzioni agricole e di ortaggi consente al piccolo “paese dei tulipani” il predominio del mercato dei tuberi seme e delle sementi agricole in generale.

 

In Italia la produzione totale di patate nel 2020 (ultimo dato disponibile ISTAT) è stata di quasi 15 milioni di quintali.. Negli ultimi anni sono stati coltivati a patate circa 60.000 ettari con una resa per Ha di circa 240 quintali, risultato leggermente superiore alla media europea (200 quintali per ettaro). La prima regione per produzione è la Campania con circa 3 milioni di quintali, l'Emilia Romagna risulta la prima regione per produzione unitaria per ettaro (quasi 400 quintali/ha) e la Sicilia, invece, è la regione con la maggiore superficie coltivata, quasi 6.000 ettari.  L'andamento della produzione nella penisola negli ultimi 15 anni è in flessione con una recente tendenza positiva negli ultimi anni. 

 

La coltivazione della patata in Italia ha un vantaggio rispetto a tutti i paesi ell'Unione Europea: una produzione scalare durante tutto l'anno. Dall’estremità più meridionale della Sicilia al Trentino-Alto Adige, con scavatura e raccolta che hanno luogo da gennaio-febbraio e tra ottobre-novembre, nell’isola siciliana per le bisestili, nelle vallate alpine, sugli altipiani della Sila e del Fucino per le comuni e le tardive, e con una produzione di circa 5-6 milioni di quintali di novelle e/o precoci e 11 milioni di quintali di patate comuni raccolte da giugno a novembre, in Puglia, Calabria, Campania, Lazio, Abruzzo, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e Lombardia , grazie alla conformazione geografica di cui gode l’Italia, il più esteso dell’Unione Europea da nord a sud.

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