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PATATEM

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COME SI COLTIVANO LE PATATE?

2021-02-02 16:27

Sandro Fuoco

coltivazione,

COME SI COLTIVANO LE PATATE?

La patata è una specie molto esigente in termini di terreno, microclima e tecnica colturale. Per questo motivo, la scelta della varietà e degli interv

La patata è una specie molto esigente in termini di terreno, microclima e tecnica colturale. Per questo motivo, la scelta della varietà e degli interventi agronomici diventa di fondamentale importanza per l’ottenimento di produzioni in quantità e qualità soddisfacenti. E’ difficile definire una linea di coltivazione precisa, perché molteplici sono i fattori che possono influenzare e che risultano difficilmente controllabili. Condizione indispensabile ma non sufficiente è la conoscenza dei principali caratteri pedologici. Nella coltivazione della patata i terreni devono essere ben sistemati e permettere un adeguato reflusso delle acque in eccesso. La patata si adatta a climi molto diversi, ed è una tipica coltura da rinnovo che apre la rotazione. La semina si effettua sul terreno arato e concimato, disponendo i tuberi interi (o aperti) nei solchi, in modo da avere 5 o 6 piante/m²: la coltura primaticcia si semina da novembre a febbraio, quella ordinaria in marzo-aprile, quella tardiva in giugno-luglio. La patata predilige un clima fresco, ma teme i geli. Il terreno deve essere profondo, di medio impasto, ricco di sostanza organica, fosforo e potassio, con un basso contenuto di calcare e un pH sub-acido. Deve essere ben lavorato, senza zolle grossolane o sassi, in modo da non ostacolare lo sviluppo dei tuberi. Prima della piantagione, il seme ha bisogno di una operazione chiamata “pregermogliazione”,che consiste nel disporre i tuberi in un plateau da frutta , in uno o al massimo due strati, per circa 2-4 settimane prima della piantagione. Importante è che il locale sia ben illuminato con temperatura media di 12-15 °C. La temperatura ottimale stimola l’emissione dei germogli, mentre la luce, invece, frena un accrescimento troppo rapido. Se l’illuminazione sarà insufficiente, i germogli tenderanno a “filare” diventando sottili, esili, fragili, bianchicci e non daranno mai un cespo vigoroso. Una regola di base è di evitare, per quanto possibile, il ritorno troppo frequente della patata sullo stesso terreno. L’interramento del tubero deve essere profondo almeno tanto quant'è il diametro del tubero che si pianta. Va seminato più profondo se si teme un po’di siccità.

 

ESIGENZE ED ADATTAMENTO AMBIENTALE

-Terreno Ideale: Medio impasto o tendenzialmente sabbioso, non troppo sciolto né troppo pesante, fresco, ricco di humus. Ideali sono i terreni silicei o siliceo argillosi, leggermente acidi, leggeri, sciolti, permeabili, profondi. La patata si adatta anche ai terreni a grana piuttosto fine, purché ben strutturati e ben drenanti. In terreni argillosi la raccolta dei tuberi è più difficile e la loro qualità è inferiore (forma poco regolare, buccia ruvida e scura). La patata rifugge dai terreni alcalini.

-Ph ottimale: E’ tollerante verso l’acidità (fino a Ph 4), un po’ meno verso l’alcalinità (al massimo Ph 8 ).

-Fabbisogno Idrico: La pianta ha bisogno, in ogni fase biologica, di una sufficiente quantità di acqua. Le esigenze idriche si attenuano in prossimità della maturazione. La patata teme molto gli eccessi di umidità e il conseguente ristagno idrico che favorisce lo sviluppo di malattie crittogamiche, causa il cattivo funzionamento delle radici e l’irregolare sviluppo dei tuberi.

-Clima: fresco, con frequenti precipitazioni.

 

ROTAZIONE

È consigliabile aspettare almeno 3 o 4 anni prima di ricoltivare la patata sullo stesso terreno, per scongiurare il pericolo di infezioni fungine e virali, di una bassa pressione di elateridi e di una ritardata infestazione della prima generazione di dorifora. In determinate condizioni può essere assolutamente opportuno, per l'ottimizzazione della coltura della patata, un inserimento nella rotazione di colture da sovescio, se autunno-primaverile con leguminose, crucifere e cerealicole, se estivo con grano saraceno, sudanese o miglio.

 

PREPARAZIONE DEL TERRENO

La preparazione del terreno deve essere accurata e fatta per tempo, specie se il terreno è argilloso; lavorazioni superficiali rispettano la fertilità del terreno. E' ovvio che, se il terreno soffre di ristagno, è consigliata una ripuntatura a profondità superiori, tale da permettere un buon drenaggio dell'acqua.

 

SEMINA

Per la semina della patata si utilizzano dei tuberi appositamente coltivati e selezionati. Le patate da seme sono, di norma, di piccole dimensioni (28-35 mm di diametro): il numero di occhi non deve essere elevato (2 o 3) per garantire una buona pezzatura alla raccolta; molti germogli in un’unica patata producono infatti molte patate di piccole dimensioni. Per quanto riguarda il tubero seme, il momento migliore per la messa a dimora è in relazione al suo stadio di sviluppo e coincide con il germogliamento. Tuberi seme troppo giovani, infatti, inducono un ritardo nell'emergenza e nella tuberificazione e un’alta produzione di foglie e del numero di tuberi. Al contrario, tuberi seme troppo vecchi causano una emergenza e una tuberificazione precoce e una ridotta produzione di foglie e di tuberi. La semina normalmente viene effettuata nella seconda decade di marzo, in zone più calde può essere anticipata di 15-20 giorni. Il sesto di semina è ovviamente determinato dalla macchina rincalzatrice reperibile dall'azienda, utilizzata anche per il controllo delle malerbe. La distanza da fila a fila varia normalmente fra 70-80 cm ed i tuberi sono posti sulla fila a 20-30 cm. La densità, pertanto, prevede 5-6 tuberi interi o 6-7 porzioni di tubero a metro quadrato. Le macchine pianta patate si distinguono in semiautomatiche e automatiche a seconda del sistema di alimentazione: nelle prime, il seme da distribuire viene depositato all'interno di appositi dischi manualmente; nelle seconde, una catena con tazze e cucchiai preleva direttamente il seme dalla tramoggia. I fattori che condizionano la scelta fra le due categorie sono molteplici (tipologie del seme, tessitura del terreno, entità delle superfici investite ecc.). Generalmente le macchine automatiche presentano il massimo rendimento nella semina su terreni non assolcati e con tuberi seme interi di piccolo calibro (28 – 35). Al contrario, le semiautomatiche, nelle quali per l’alimentazione del seme occorre parecchia manodopera (3 o 4 persone), necessitano di tuberi tagliati in precedenza. Inoltre, varietà con forma dei tuberi ovale – allungata non sempre si adattano perfettamente a essere seminate con macchine automatiche, in quanto il sistema di distribuzione è predisposto per tuberi di forma tendenzialmente tondo – ovale.

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FASI DI SVILUPPO DEI TUBERI SEME

 

Dormienza: Inizia con la raccolta dei tuberi e finisce con l’inizio del germogliamento, cioè quando l’80% dei tuberi ha emesso germogli di almeno 3 mm di lunghezza. Può durare diversi mesi.

 

Dominanza Apicale: E’ individuato dallo sviluppo del primo germoglio che solitamente avviene dall'occhio apicale. E’ favorita da temperature di conservazione tra i 15° e i 20° C. Piantando i tuberi seme in questa fase fisiologica, si ottengono spesso piante con un solo stelo e quindi poco produttive.

 

Germogliamento: Rappresenta lo stadio ottimale per la piantagione dei tuberi, che a questo stadio danno origine a più steli. Se i tuberi sono conservati a basse temperature, in presenza di luce diffusa, questa fase può prolungarsi per parecchio tempo e favorire la formazione di germogli corti e grossi.

 

Senilità: Corrisponde all'invecchiamento e si manifesta con lo sviluppo di germogli lunghi e deboli, eccessiva ramificazione degli stessi e proliferazione di piccoli tuberi sui germogli o durante l’emergenza in campo.

 

CONCIMAZIONE

Come per ogni coltivazione, anche in quella della patata una razionale  fertilizzazione deve basarsi innanzitutto sul fabbisogno ponderato dei nutrienti e sulle dotazioni del terreno. La valutazione della dotazione di elementi nutritivi nel terreno di coltivazione ci permette di individuare gli apporti di concimanti necessari per la coltura della patata. Gli apporti di sostanza organica e di elementi fertilizzanti devono essere attentamente valutati, in base alla fertilità, alla dotazione del terreno, alle esigenze della varietà e del tipo di coltivazione.

 

AZOTO: è l'elemento che maggiormente influenza, oltre che le rese, la qualità della produzione. Esso favorisce infatti lo sviluppo di tuberi grossi, influisce sulla concentrazione degli zuccheri riduttori e sulla presenza di sostanza secca all'interno del tubero e modifica, inoltre, il colore di alcuni prodotti trasformati (chips). Facilita lo sviluppo della coltura soprattutto quando la pianta è giovane, aumentando la superficie fogliare e ritardando, insieme al potassio, la senescenza delle foglie. Somministrazioni eccessive e tardive provocano un allungamento del ciclo vegetativo, con gravi ritardi nell'epoca di raccolta; inoltre, incidono negativamente sul contenuto di sostanza secca nei tuberi, inducono nelle piante una maggiore suscettibilità nei confronti delle malattie crittogamiche e favoriscono la produzione di tuberi deformati. E' però vero che, se il terreno è ben dotato di sostanza organica, le lavorazioni meccaniche effettuate per il contenimento delle malerbe sono in grado di poter mineralizzare e, pertanto, rendere disponibile alla coltura sufficienti quantità di quest'elemento nutritivo. L'azoto è l'elemento più importante in quanto determina l'ampiezza dell’apparato fogliare e la sua efficienza fotosintetica, fattori sui quali si basa l'accumulo di amido nei tuberi. Tuttavia, l’azoto in eccesso promuove un eccessivo sviluppo fogliare a scapito dei tuberi, ne ritarda la maturazione e ne diminuisce il contenuto di sostanza secca. La somministrazione dell'azoto deve avvenire frazionata, in parte prima dell'interramento del "seme" (50%), in parte con localizzazione alla semina, ed in copertura, poco dopo la completa emergenza delle piante La forma di azoto che meglio si adatta è quella ammoniacale.

 

POTASSIO: influenza la qualità dei tuberi e, soprattutto, limita le ammaccature sottocutanee durante la raccolta meccanica e nelle successive lavorazioni, perché facilita la sintesi di glucidi nelle foglie e la traslocazione di questi nei tuberi. Una buona alimentazione in potassio migliora la qualità dei tuberi, ad esempio abbassando gli zuccheri riduttori. Il potassio è l'elemento maggiormente assorbito e interviene direttamente nei processi metabolici della pianta, influenzando la formazione e la traslocazione dei prodotti di riserva. Insieme al fosforo concorre al rafforzamento dei tessuti meccanici della pianta. Il potassio è un l'elemento determinante per la coltivazione della patata sia in termini di resa che di qualità, ha un effetto molto positivo su produzione, traslocazione, conversione e immagazzinamento dei carboidrati attraverso l'attivazione di numerosi sistemi enzimatici nella pianta. Inoltre, migliora l'efficienza della pianta nell'uso dell'azoto. Il potassio facilita il raggiungimento di una maturazione ottimale per effetto di una migliore resistenza ai danni durante raccolta, trasporto e conservazione, limita il contenuto in zuccheri riducenti, assicurando la qualità del tubero più adatta alla trasformazione industriale (crisps, chips), innalza il contento in amido del tubero.

 

FOSFORO: la pianta di patata tra vantaggio da una fertilizzazione fosforica soprattutto nella prima fase di sviluppo; nei casi di bassa dotazione dei terreni è buona norma applicarlo in presemina. Da ricordare, inoltre, come la mobilitazione del fosforo e, di conseguenza, l’assorbimento, venga enormemente facilitata dall’impiego di concimazioni di tipo organico.

 

Apporto medio annuo per oghi Ha (ettaro) :

Azoto (N) : 150 Kg.

Fosforo (P2O5) : 120 Kg.

Potassio (K2O): 240 Kg.

 

MAGNESIO: La patata è sensibile all'insufficienza di magnesio, che può manifestarsi in caso di improvvisi cali della temperatura e siccità. Il magnesio gioca un ruolo basilare nella conversione dell'energia luminosa in biochimica attraverso la fotosintesi, nella sintesi di proteine e nell'attivazione di diversi enzimi. Il magnesio permette una migliore efficacia dell'azoto, evitando in particolare un accumulazione di nitrati nei tuberi. La scarsità determina una crescita ridotta della pianta, resa e qualità inferiori. Suoli leggeri mostrano un basso contenuto di magnesio; si richiedono quindi appropriati apporti attraverso la concimazione, che si effettua in combinazione a quella potassica, in pre-semina per ottimizzare l'efficienza. Il fabbisogno in magnesio della coltura (40 –70 kg MgO/ha) viene soddisfatto attraverso la concimazione al suolo. La forma solfatica, solubile in acqua, ha il vantaggio di essere subito disponibile per la pianta. L'assorbimento radicale del magnesio, che ha inizio in una fase più avanzata del ciclo rispetto al potassio, può essere rallentato o compromesso al verificarsi di stress da caldo, abbassamenti repentini della temperatura.

 

BORO E MANGANESE: Certi microelementi sono molto importanti per le colture; per la patata è il caso di boro e, soprattutto, manganese. Ambedue, in genere, presenti nel suolo, risultano poco disponibili per le radici in terreni secchi e con pH elevato. Il boro è interessato nella costruzione della membrana cellulare, nel controllo idrico, nella produzione di riserve di energia come zucchero e amido. I sintomi da carenza si manifestano in genere dopo periodi di siccità. Il manganese attiva molteplici enzimi e regola così il metabolismo della pianta. E' indispensabile per la sintesi della clorofilla, la fotosintesi, la sintesi di proteine e di aminoacidi. Incoraggia la bio resistenza delle piante alle malattie. Nonostante la pianta mostri un elevato fabbisogno in manganese, rivela una bassa efficacia nel suo assorbimento dal suolo. Lo stretto legame tra l'attività di magnesio e manganese all'interno del metabolismo della pianta, ne suggeriscono da un punto di vista sia nutrizionale che fisiologico, l'applicazione abbinata.

 

RINCALZATURA

La rincalzatura consiste nell’addossare terreno dall’interfila alla  fila di piante di patata in modo da facilitare l’emissione di stoloni e  radici dalla parte ricoperta degli steli.

Devono essere almeno due, da eseguire man mano che i fusti si accrescono per stimolare la formazione di nuovi stoloni e nuovi tuberi. La rincalzatura favorisce il radicamento, la tuberizzazione e la nutrizione,evita l’inverdimento dei tuberi e protegge questi, sia pur parzialmente, dall'infezione delle spore di peronospora cadute sul terreno. La rincalzatura è un’operazione fondamentale; deve formare una porca stabile, non troppo compatta, ma sufficientemente soffice, con una struttura non troppo grossolana. L`esecuzione di una buona rincalzatura dipende soprattutto dal tipo di attrezzatura utilizzata e dall`esperienza del produttore. È pertanto difficile dare dei consigli realmente efficaci. Anche con piante già nate è possibile effettuare la rincalzatura avendo però cura di evitare di compattare eccessivamente il terreno attorno alla base dello stelo.

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IRRIGAZIONE

L’acqua è un fattore fondamentale per la patata ed è il suo maggior costituente, variando dal 90-95% nella composizione dei tessuti verdi al 70-75% nei tuberi.La sua disponibilità è quindi indispensabile per la coltivazione, anche perchè questa specie possiede un apparato radicale poco profondo, di conseguenza debole, che fatica a penetrare nei suoli compatti con una capacità di assorbimento piuttosto bassa. Gli apporti irrigui sono quindi necessari, purché siano realizzati in maniera idonea, evitando qualsiasi stress alla pianta, sia in eccesso che in difetto. Carenze o eccessi di umidità nel terreno sono dannosi in tutte le fasi fenologiche e con ristagni idrici di 8 – 12 ore si può verificare anche la morte della pianta. Il maggior fabbisogno idrico si evidenzia nel periodo di suberificazione: in tale fase, un rallentamento dello sviluppo può causare perdite giornaliere di produzione corrispondenti a diversi quintali per ettaro. La patata ha esigenze idriche abbastanza elevate durante un periodo dell'anno in cui le precipitazioni sono ridotte. Il suo apparato radicale poco profondo, a debole capacità di penetrazione e di suzione, la rendono sensibile allo stress idrico. Il periodo critico per l'acqua va da 20 giorni prima a 20 giorni dopo l'inizio dell'antesi, allorché la patata sviluppa la fase più delicata del suo ciclo che è quella dell'ingrossamento dei tuberi. In questo periodo non dovrebbero mancare mai condizioni di buona umidità nel terreno. I sistemi di irrigazione più usati sono: infiltrazione da solchi ed aspersione, che deve essere regolare in modo da mantenere il terreno umido, evitando però i ristagni. L’irrigazione è la tecnica colturale che influenza maggiormente il risultato produttivo e qualitativo; tale fattore risulta indispensabile per chiunque voglia coltivare la patata. In relazione alle caratteristiche pedologiche dei siti di produzione e all`andamento climatico del periodo produttivo, i turni irrigui possono variare da un minimo di 4 giorni nei terreni sabbiosi ad un massimo di 7-8 in quelli argillosi. L`uso della manichetta non è particolarmente consigliato, in quanto non consente una buona uniformità di bagnatura. Se l’organizzazione aziendale lo permette, si propone di utilizzare sistemi di irrigazione per aspersione a bassa intensità (sprinkler o microsprinkler), in modo da contenere eccessive fluttuazioni del contenuto di acqua nel terreno. Come tendenza generale non bisognerebbe effettuare interventi irrigui con volumi inferiori a 200 metri cubi all`ettaro; l`ideale è rimanere tra i 250 ed i 300 (in funzione soprattutto del metodo di irrigazione prescelto).

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PRINCIPALI FATTORI LIMITANTI LA PRODUZIONE

Nella coltivazione della patata i principali fattori limitanti la coltura sono:

 

malattie

parassiti

infestanti

 

Il contenimento delle malerbe e degli elateridi può essere efficace, ovviamente, operando una corretta gestione agronomica, quali rotazioni, lavorazioni del terreno, sovesci, irrigazioni, etc. La dorifora richiede l'utilizzo di prodotti antiparassitari.

 

ELENCO DELLE PRINCIPALI MALERBE INFESTANTI E DISERBO

 

Achillea

Amaranto comune

Artemisia comune

Atriplice

Attaccamani

Becco di gru malvaceo

Avena selvatica

Borsa pastore

Camomilla comune

Camomilla fetida

Cardo campestre

Cencio molle

Centocchio

Coda di topo

Canvolvolo

Coreggiola

Equiseto dei campi

Euforbia calenzuola

Falsa ortica reniforme

Farinello comune

Fumaria comune

Galinsolga ispida

Giavone

Gramigna comune

Grespino spinoso

Mercorella comune

Nappola italiana

Morella comune

Ortica minore

Pabbio comune

Papavero comune

Porcellana comune

Poligono convolvolo

Ravanello selvatico

Scagliola comune

Senape salvatica

Senecione comune

Stramonio

Veronica

 

Il controllo delle malerbe può essere fatto con mezzi meccanici, fisici (pirodiserbo), o affidato all'azione di macchine quali erpici - strigliatori e rincalzatori; oppure si può procedere con diserbanti chimici permessi dalla legge per la specifica coltura. I numerosi principi attivi a disposizione consentono di intervenire efficacemente. Il diserbo di pre - emergenza è l`intervento principale e si basa sull`applicazione di erbicidi residuali in pre - emergenza, in successione all`ultima rincalzatura. I formulati e le miscele disponibili sul mercato, se utilizzati nel periodo fisiologico di maggiore efficacia, permettono di combattere e contenere ogni tipo di infestante con ottimi risultati.

 

PARASSITI

Dorifora ( Leptinotarsa decemlineata )

Gli adulti di Dorifora (circa 8-12 mm di lunghezza) sono tipici coleotteri con le elitre di colore bianco giallastro, sulle quali sono segnate longitudinalmente, 10 evidenti strisce nere. Le larve (circa 10 – 15 mm di lunghezza a maturità) sono di colore arancio-rossastro, con una tipica doppia fila di tubercoli nerastri posti ai lati del corpo. Le uova, sono ellittico-cilindriche, di colore giallastro, vengono deposte a gruppi, incollate sulla superficie fogliare. La mancanza di un 20 % 25% dell’apparato fogliare dovuto all’azione della dorifora può ridurre notevolmente la produzione di patate; per questo motivo è consigliato intervenire alla schiusura delle uova o sulle larve agli stadi giovanili e ripetere il trattamento a distanza di 4-6 giorni.

 

Elateridi (Agriotes lineatus, A. Litigiosus Rossi, A. Obscurus, A. Sputator)

Alla famiglia degli Elateridi appartengono diversi Coleotteri le cui larve, di dimensioni di circa 2-2,5 cm, possiedono un rivestimento esterno particolarmente coriaceo, tanto da farli soprannominare “ferretti”. Le larve, dalla colorazione alquanto appariscente (dal giallo all’arancione), vivono prevalentemente nel terreno e si nutrono a spese di radici, bulbi e tuberi, dove provocano profonde erosioni e gallerie. Non fare seguire la patata ad un prato o ad una coltura poliennale o ad altra coltura che abbia subito evidenti danni da elateridi. Evitare terreni in cui l'umidità sia permanente anche in estate, soprattutto a livello dei tuberi, ovviamente, i terreni mal irrigati sono maggiormente predisposti all'attacco di quest'insetto: sono da evitare forti e ristagnati bagnature. In caso di attacco precoce, ridurre le irrigazioni può spingere l'insetto verso zone più profonde ed umide, pertanto evitare irrigazioni vicino alla raccolta, che possono favorirne la risalita. Gli attacchi nei terreni non irrigati si verificano prevalentemente in primavera od in autunno, perché questi insetti nelle altre stagioni migrano negli strati più profondi del terreno per ripararsi dal freddo e dalla siccità. Per ridurre eventuali danni è consigliata, in primavera, la raccolta anticipata per le patate di tipo "novelle o primaticce".

 

Tignola: la tignola della patata è un lepidottero proveniente delle aree subtropicali americane. Le larve intaccano le foglie e i fusti, e nel caso della patata sono in grado anche di infestare i tuberi. In seguito all’attacco larvale si moltiplicano batteriosi che causano decadenza molle dei tuberi. In un primo momento sono di color bianco sporco con delle sfumatura più scure nella parte anteriore, in seguito diventano di color rosa, prima sui, e poi su tutto il corpo. Il capo è color bruno, diviene sempre più scuro con il passare del tempo. La specie può eseguire sei/otto procreazioni l’anno, con massima presenza nel periodo estivo - autunnale. La femmina depone le uova nella parte sottostante delle foglie, negli anfratti, nei fusti oppure direttamente sui tuberi. Dopo cinque giorni spuntano le larve che, con condizioni di temperature attorno 25 °C, attraversano quattro stadi larvali nel giro di quindici giorni. Dopodichè si impupano nelle foglie già senescenti o sul terreno. Nei depositi si rilevano sui tuberi e anche sulle pareti dei magazzini. Nelle aree coltivate della patata, con il dissercarsi della parte aerea, si registra un successivo assalto sui tuberi con perdite sia sulla quantità che sulla qualità. La diffusione della tignola ha luogo prima di tutto tramite i tuberi, nei quali la maggior parte delle larve trascorre la stagione invernale.

 

Nottue terricole: Le nottue terricole sono dei lepidotteri che appartengono al genere Agrotis. Sono delle specie migranti che sono in grado di dare luogo a pullulazioni larvali improvvisi, con danni ingenti al raccolto. I danni consistono in erosioni determinate dalle larve al colletto e alle radici della pianta di patate. E’ una farfalla che raggiunge un apertura alare sino a 4 cm. Le ali anteriori sono di un colorazione che va dal grigio al brunastro. Le larve sono di color grigio cereo ma nell’ultimo stadio larvale presentano un una colorazione grigio-verdastra scura e luccicante. Gli adulti sfarfallano dalla fine della primavera fino all'inizio dell'estate; i voli iniziano nel mese di aprile. Le larve neonate, dopo un gestazione di sette/quindici giorni, incominciano la loro attività divoratoria sulle giovani piantine, causando dei danni sui margini delle foglie, quindi scendono poi nella rizosfera dove determinano i danni peggiori. Negli stadi larvali seguenti divengono lucifughe e sono attive di notte (da qui il nome nottue), mentre di giorno si nascondono nel terreno. In media la nottua porta a termine 2 o tre riproduzioni all’anno. La lotta verso le nottue può essere attuata con degli antiparassitari specifici da usare durante la fase di semina oppure durante la rincalzatura. La lotta va svolta contro gli stadi larvali più giovani perché più sensibili.

Afidi in genere ( Myzus persicae , Macrosiphum euphorbiae , Aphis nasturtii ,

Aulacorthum solani , Aphis fabae ). L'afide è raramente un problema per la coltivazione della patata, infatti lo sviluppo di questi insetti avviene quando non sono presenti nell'ambiente coccinellidi o altri predatori o parassiti in grado di controllarli. Gli afidi della patata fanno parte all’ordine degli emitteri, detto anche rincoti, sono pericolosi per i danni diretti che arrecano alle piante, ossia la suzione della linfa e alla trasmissione di virus. La moltiplicazione si realizza con avvicendamento di generazioni, con la successione di forme a moltiplicazione gamica, sessuata, ossia unione maschio e femmina, e a forme agamica, moltiplicazione asessuata, senza alcuna unione; in quest’ultimo caso si parla di una moltiplicazione partenogenetica, ossia riproduzione da parte di femmine non fecondate. L’alimentazione degli afidi avviene per mezzo di un apparato boccale penetrante e succhiante, detto rostro, con cui l’insetto riesce a sottrarre la linfa alla pianta ospite. La suzione di linfa ed esalazione di melata (con seguente sviluppo di fumaggine), deformazione dei germogli, accartocciamento delle foglie e deterioramento generale, causano i tipici danni diretti. Questo tipi di danni sono rilevanti solo in caso di forti infestazioni. Più temuti sono invece i danni indiretti, che consistono nella diffusione di virus, intollerabili nella produzione dei tuberi da seme. I virus trasmessi alla patata sono: PVX, PVY e PLRV.

 

DIFESA FITOSANITARIA

Malattie crittogamiche e Peronospora (Phytophthora Infestans)

Per le patate la peronospora è la malattia crittogamica più rischiosa, in grado di manifestarsi con violenza, in condizioni di clima caldo e umido, può arrivare a causare enormi perdite di prodotto. Gli attacchi primari hanno luogo su piante isolate sulle quali sono visibili imbrunimenti su parti dello stelo o dei piccioli, seguiti da macchie irregolari, a margine sfumato, sulle foglie. Queste macchie, in un primo momento decolorate, imbruniscono e, in condizioni di alta umidità relativa, si ricoprono lungo i margini di una muffa biancastra, visibile nella parte inferiore della foglia. Se le condizioni climatiche sono caratterizzate da temperature elevate e alta umidità atmosferica, i sintomi aumentano e la malattia si diffonde in fretta. L'accumularsi delle lesioni può causare la morte dell'intera pianta nel giro di pochi giorni dall'osservazione delle prime macchie. Sui tuberi le infezioni prendono avvio da rotture del tubero o dalle lenticelle e danno luogo a tacche depresse, di colore rosso-porpora, in corrispondenza delle quali i tessuti assumono una densità spugnosa o, come si verifica più spesso, marciscono per il successivo insediamento di altri funghi e microrganismi. La prevenzione imperniata sull'utilizzo di materiale di propagazione sano ed il successivo impianto su terreni che non sono stati coltivati negli anni precedenti con altre solanacee, è buona pratica agronomica. L'infestazione primaria, poco appariscente, prende avvio dagli elementi di conservazione del fungo presenti sia nei tuberi-seme sia sui residui della vegetazione precedente. Ovviamente piante troppo vigorose, molte volte derivanti da concimazioni troppo ricche di azoto, predispongono la coltura all'attacco di questo patogeno. La Peronospora si manifesta tanto sulle foglie quanto sui tuberi; alcune varietà sono più resistenti. Altre malattie funginee che possono colpire la patata sono:

Alternarisi

Rizottoniosi

Marciume secco

Cancrena secca

Scabbia argentea

Antracnosi della patata

Scabia polverulenta

Malattie da virus

Accartocciamento

Mosaico o Virus Y

Tobacco Virus

Mop Top Virus

Virus X

Virus S

Virus secondari

Affusolamento

 

La patata è una delle piante agrarie più colpite da virosi. Più virosi possono essere contemporaneamente presenti su una medesima pianta. Le virosi rappresentano da sempre un fattore limitante per la coltivazioni di patata sia da consumo sia per la produzione di tuberi-seme. Difatti, l’uso del tubero-seme per la riproduzione di questa coltura rappresenta il principale elemento di rischio per la diffusione dei diversi agenti infettivi che colpiscono la patata. Oltre 35 virus sono stati accertati in Solanum Tuberosum, ma solo alcuni sono economicamente rilevanti per il settore pataticolo, essendo presenti in tutto il mondo e responsabili di perdite produttive significative, da soli o in combinazione. Si tratta per lo più di virus trasmessi da afidi. Dei numerosi virus che possono colpire la patata quattro sono i più comuni.

 

Accartocciamento della patata (PLRV)

E’ una delle virosi più gravi per via delle enormi perdite di produzione. Questo virus si manifesta con una iniziale decorazione delle foglie apicali che in seguito si accartocciano e si propaga verso la parte basale della pianta. Il virus si può trasmettere sia attraverso l’utilizzo di tuberi seme infetti che tramite vettori animali quali, per esempio, gli afidi.

 

Virus X e Y della patata

Il virus X si manifesta a livello delle foglie con una caratteristica mosaica tura più o meno evidente. In casi gravi le foglie subiscono delle vere e proprie necrosi e deformazioni e possono causare una perdita della produzione anche del 50% nel caso del virus X e addirittura dell’80% nel caso del virus Y. I tuberi colpiti dai virus X e Y si presentano deformati, di dimensioni ridotte e qualche volta con striature necrotiche sulla buccia. I vettori che trasmettono questo tipo di virus, detto anche mosaico leggero della patata, sono soprattutto gli afidi e i tuberi seme infettati.

 

X + Y – Mosaico Rugoso

Infezione multipla dovuta alla presenza di entrambi i ceppi di virus X e Y, si manifesta su piante già colpite dal virus X, in seguito contagiate anche dal virus Y. In questo caso le perdite produttive sono ingenti.

 

Le malattie batteriche

Avvizzimento batterico

Marciume anulare

Marciumi molli

Scabbia comune

Nematodi

Nematodi Cisticoli

Nematodi Galligeni

Nematodi del marciume dei tuberi

Nematodi delle lesioni

 

Il più temibile è il nematode dorato (Heterodera rostochiensis), che può attaccare la pianta in tutte le fasi del ciclo, distruggendone il prodotto. La lotta si basa sia su principi agronomici, adottando avvicendamenti nei quali la patata ritorna sullo stesso appezzamento a intervalli lunghi, sia su principi genetici, utilizzando varietà resistenti. Altri nematodi parassiti della pianta, ma di secondaria importanza, appartengono al genere Meloidogyne (nematodi galligeni delle radici);

 

DISSECAMENTO

Il disseccamento della vegetazione è un’operazione consigliata, in quanto consente di ottenere molteplici vantaggi: Interrompere l’attività fisiologica quando gli obiettivi di produzione (calibro e quantità) sono raggiunti; Anticipare, o comunque facilitare, la maturazione della buccia dei tuberi diminuendo i danni sia alla raccolta che durante la conservazione; Facilitare il distacco dei tuberi dagli stoloni. Questa pratica agronomica può essere eseguita anche con la rullatura o la trinciatura della vegetazione, ma entrambe le operazioni risultano non sempre risolutive (in quanto è possibile il rigermogliamento della pianta e dei tuberi). Di recente introduzione è il disseccamento chimico delle piante ante raccolta. Il disseccamento chimico avviene attraverso l'irrogazione di sostanze attive ad azione erbicida non selettiva. 

 
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RACCOLTA

Si esegue generalmente nel mese di agosto, quando l’apparato aereo inizia a seccarsi, ma può variare anche sensibilmente a seconda del mese di semina e della varietà coltivata. È l`operazione più delicata e determinante del ciclo produttivo. Non esiste un metodo universalmente accettato per la determinazione dell`epoca di raccolta. Per determinare il periodo ideale di raccolta occorre determinare alcuni parametri quali consistenza della buccia, sostanza secca o contenuto in zuccheri riduttori. In conclusione, pur non rappresentando la risposta definitiva alle problematiche della coltivazione della patata, la creazione di modelli specifici indirizzati verso definiti obiettivi di qualità e funzionalità rappresenta sicuramente uno strumento efficace e di facile utilizzo in grado di orientare e consigliare la produzione. La raccolta delle patate novelle è anticipata, per motivi di mercato, ad uno stadio in cui il periderma non è ancora suberificato e si distacca facilmente esercitando con le dita una pressione tangenziale sul tubero. Indicazioni semplici per valutare la raggiunta maturazione sono l'avanzato ingiallimento del fogliame e la consistenza del periderma, che non deve distaccarsi, ma essere ben suberificato e resistente agli urti. Nella grande coltura la raccolta viene meccanizzata con semplici macchine escavatrici, le quali lasciano in file sul campo i tuberi, che vengono successivamente prelevati, oppure macchine escavatrici raccoglitrici. La raccolta dovrebbe avvenire con terreno non umido, non soltanto perché l'operazione è più agevole, ma anche per raccogliere i tuberi asciutti e puliti. Le rese unitarie possono variare notevolmente in relazione all'ambiente e alle condizioni di coltura. Nelle situazioni migliori, possono salire a 400q/ha e oltre; ma anche una resa di 250 q/ha può considerarsi soddisfacente.

 

CONSERVAZIONE

Le patate raccolte vengono immesse immediatamente sul mercato per consumo fresco solo nel caso delle produzione fuori stagione (primaticce, bisestili) o precoce. Il grosso della produzione di stagione viene immesso sul mercato, sia del consumo fresco sia dell'industria, gradatamente per un periodo di tempo che può estendersi fino a 8-10 mesi: è quindi molto importante conservare le patate in modo appropriato per:

 

-limitare le perdite di peso;

-impedire sia la germogliazione che lo sviluppo di malattie

-preservare la qualità deituberi: culinaria per le patate da consumo, tecnologica per quelle destinate alla trasformazione industriale.

 

La buona conservazione dipende dalle condizioni del locale di immagazzinamento. La temperatura di conservazione ottimale è di 5-6°C. Temperature inferiori hanno l'effetto di produrre un'accumulazione eccessiva di zuccheri solubili (fruttosio, glucosio), responsabili dell’“addolcimento” dei tuberi. Le patate destinate al consumo possono subire un trattamento con prodotti antigermogliazione (a base di CICP) quando la conservazione si debba prolungare oltre 2-3 mesi con temperature di 6°C o più. I magazzini di conservazione devono essere ben ventilati in modo da permettere l'essiccazione dei tuberi appena introdotti, favorire la cicatrizzazione delle ferite ricevute alla raccolta, impedire la condensazione d'acqua sulla loro superficie. L'eccessiva intensità luminosa può inverdire gli stati corticali. Tale inverdimento è un inconveniente grave per i tuberi da mensa (sapore amaro, presenza di solanina), ma può risultare utile per tuberi da semina.

 

LAVORAZIONE

Per rispondere alle esigenze degli acquirenti, i produttori trasportano le patate in centri di confezionamento: qui le patate sono sottoposte a vari test: analisi del tasso di materia secca rispetto all’attitudine alla cottura, conformità alla normativa sanitaria, ecc. Prima del confezionamento, le patate sono selezionate, calibrate e spesso lavate per offrire al consumatore un prodotto di qualità. Le patate vengono selezionate e confezionate in sacchi e, per evitare danni, la temperatura viene fissata a 8 gradi prima della cernita. 

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